Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire


sabato 9 luglio 2011

C'era una volta...

Tutto iniziò in una nottata di fine gennaio. Stranamente non nevicava, era una notte limpida col cielo stellato quando nacque una bimba di dimensioni minuscole.
Questa bimba appena nata debbe già lottare contro alla morte, stava soffocando, le speranze erano poche ma bastò un attimo, un solo attimo per farle battere il cuore, per farla pinagere ed iniziare a respirare. Il primo respiro affaticato e tanto sudato, in braccio al ginecologo che ce l'ebbe fatta a strapparla dalla morte.
Fu una ragazza sveglia, che imparò tutto precocemente.
Questa bimba per i primi tre anni della sua vita fu riempita di attenzioni. Viziata? No... furono le semplici conseguenze nel trovarsi figlia unica ed i parenti senza figli.
Ma a inizio estate del suo terzo anno di vita le venne regalato, o meglio imposto, un fratellino.
Questa bambina forse troppo grande per non capire e troppo piccola per prendersene cura non lo apprezzò, anzi lo prese come un nemico.
Un essere che le rubò l'attenzione dei genitori di cui fu abituata per 3 lunghi anni, invece di tenerle compagnia ed aiutarla.
Magari fu un bene, solo più tardi se ne accorse che l'arrivo di questo quastafeste la aiutò a crescere e combattere.
All'età di quasi sei anni i genitori si resero conto che la loro figlia aveva un carattere forte, la quale non si sarebbe arresa mai, in qualunque circostanza.
Se la chiudevano in camera per disperazione quest'ultima trovava la soluzione scappando dalla finestra, e più in là iniziarono le vere litigate tra fratello-sorella di cui spesso ne uscivano addolorati entrambi.
Dopo neanche un annetto iniziò anche per lei la scuola, e stranamente non venne traumatizzata dai compiti, verifiche e le ore di scuola anziché asilo.
Anzi ne partì con voglia di fare ed applicarsi.
Iniziarono lw sue prime sofferenze conscie nella 3° elementare quando perse il suo adorato criceto ammalato e sua nonna alla quale era molto affezionata.
Iniziarono le prime sofferenze in 4° elemetare dove perse la sua prima ed ultima migliore amica; dopo vari litigi e lo zampino di varie compagne non si parlarono più, fino alla 1° media. Dopo diversi pianti riuscì a superare tutto, e trovarsi persone migliori.
Concluse i 5 anni di elementari con moltissimi amici (tra cui 5 che se ne erano innamorati e poveracci tutti rispindi xD) e ottimi voti.
Dall'inizio di scuola tutta tremolante e curiosa sulla nuova classe alla 5° elementare tutti abbracciati alla maestra in lacrime per non volersi lasciare é cambiata una cosa: questa bambina si stava trasformando in ragazzina, probabilmente senza neanche rendersene conto.
Dopo una lunga estate di pieno relax iniziò anche per lei la 1° media.
Un anno difficile, di cui fino ad ora si tiese per se e non lo andò in giro a raccontare.
Perse gran parte delle amiche della 5° elemenatare, litigò con un sacco di compagne e si misero in molte contro di lei.
Ma tutto peggiorò quando un ragazzo si innamorò di lei, per precisare il più carino della classe. Le rese la vita impossibile, tra prese in giro di tutti, momenti indimenticabili, pianti di rabbia e dolore. Insomma quando finì l'anno con ottimi voti tirò un sospiro di solievo, non dovette più affrontarlo, e riusciì a mettere da parte l'odio provato per l'estate.
Purtroppo quest'ultima volò e questa ormai ragazzina si ritrovò in 2° media con i soliti comagni ed il solito ragazzo.
Ma ad inizio ottobre qualcosa cambiò, l'odio scatto in amore. Questa ragazza dall'anima di ghiaccio all'apperenza riuscì ad ammettere solo ed unicamente a se stessa di esser cotta del ragazzo che ha fatto creder a tutti di odiare. Questa ragazza si odia immensamente per questo.
Ha sofferto tanto, vedere il ragazzo che si ama ma non dire nulla é una sofferenza incredibile. Magarai ha scomperto che amare in silenzio é come tirarsi un sacco di pugnalate senza neanche avere la soddisfazione di vedere il sangue scorrere. Ma ormai, una volta resa conto, era troppo tardi per tornare in dietro, quindi questa ragazza un tempo determinatissima diventò confusa e insicura sul da farsi.
E decise per il non fare nulla, di rimanere in standbye. Vedeva la vita andare avanti, senza di lei.
Si sentiva troppo piccola e immatura per fare un passo in avanti. E quindi rimaneva impotente davanti al mondo che andava avanti senza di lei, rimaneva a guardare, soffrire, sorridere sempre per LUI.
Penserete che sia una ragazza scema, ma invece é solo una ragazza innamorata pazza da non riuscire più a fare un cavolo ed arrivare perfino ad odiarsi per questo.
Purtroppo pure la 2° media finisce. Si é vero potrebbe esser la fine alle sofferenza di questa ragazza, ma forse l'inizio di altre dato che in tera media da lei si usa rimescolare le classi. E senza di LUI lei é persa, ne era cosciente ma rimaneva con le mani in mano.
Il 16 giugno finì un amore mai iniziato, un amore desiderato, sofferto ma mai concluso e portato a termine.
Finì tutto in fretta, con un semplice gesto: LUI la guardò in faccia, lei ricambiò. Lei sorrise e lui ricambio. Rimasero lì per qualche attimo a fissarsi, poi lui appoggio dolcemente e delicatamente le sue mani su quelle della ragazza. Sembrava il suo solito "batti 5", ma era diverso. Si salutarono e poi lui salì col bus.
Questa ragazza ne rimase pietrificata e non riuscì a dir nulla tutto il giorno, voleva piangere, ma non riusciva. Era un peso che le torceva allo stomaco. Qualcosa mai avuto e già perso.
Quella bimba-bambina-ragazzina e ora ragazza sono io

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